Introduzione

Edgar Allan Poe (Boston, 1809 - Baltimora, 1849), è stato uno degli scrittori più influenti della storia americana e occidentale. La sua produzione spazia dalla prosa alla poesia, alla critica letteraria, la saggistica, fino al giornalismo.
Come poeta è stato indubbiamente un esponente del Romanticismo, anticipando la figura del poeta maledetto (a causa dei problemi economici, personali, di alcolismo e di droga che lo afflissero e lo alienarono dalla società del suo tempo), figura che verrà poi sviluppata da Baudelaire e dal Simbolismo. In The Raven, 1845, il suo poema più famoso, un corvo fa visita all’Io poetico, distrutto dalla morte dell’amata Lenore, per dirgli che non potrà mai più rivederla (Quoth the Raven, ‘Nevermore’, “disse il Corvo, ‘mai più’”).
Della prosa di Poe fanno parte quasi settanta racconti brevi, esemplificativi della personalità eclettica e innovativa dello scrittore. Poe infatti è considerato l’apripista del giallo, in particolare quello focalizzato sull’aspetto psicologico, ma ha anche dato un enorme contributo alla letteratura gotica e dell’orrore, ma ha scritto anche storie di fantascienza ed avventura, nonché alcune umoristiche.
Questo lavoro si pone l’obiettivo di analizzare i racconti brevi di Poe mediante tecniche di text mining, per ottenere informazioni sul linguaggio utilizzato, quanto esso è omogeneo, e come viene classificato dall’analisi automatizzata dei sentimenti.

I termini maggiormente presenti

Possiamo facilmente visualizzare quali sono le parole più ricorrenti nell’insieme di tutti i racconti.

Non risaltano termini particolari, ma la preponderanza delle parole one e now. La prima, soprattutto nell’inglese letterario dell’Ottocento, veniva usata per le frasi impersonali, quindi spesso rivolte al sé; questo è in linea con l’introspezione che permea molte delle storie di Poe. “Now” richiama l’immediatezza del pensiero, ma anche dell’azione, spesso fatale, commessa dai personaggi.

I bigrammi più diffusi

Per avere un’idea più concreta su come venga effettivamente utilizzato il linguaggio, analizziamo i bigrammi presenti almeno 20 volte all’interno dei singoli racconti.

Notiamo subito che sono preponderanti i nomi dei personaggi. In Thou Art The Man, 1844, il facoltoso Mr Shuttleworthy scompare misteriosamente, ed il suo nipote ed erede, Mr Pennifeather, viene arrestato per il presunto omicidio; Mr Goodfellow (chiamato anche “Old Charley”), suo amico, viene a sapere che la povera vittima gli aveva ordinato una cassa di vino pregiato, e quindi organizza una festa per gustarlo in compagnia; ma quando il narratore, conoscente degli altri personaggi, apre la cassa, vi trova il corpo senza vita della vittima, che “guarda” Goodfellow e mormora Thou Art The Man (“tu sei l’uomo”). A questo punto Goodfellow confessa di averlo ucciso e cade a terra, senza vita. Si viene a sapere quindi che in realtà era stato il narratore a scoprire la verità e ad orchestrare il tutto. Pur con i macabri particolari tipici di Poe, questo racconto rappresenta uno dei primi esempi di racconto giallo nella Storia della letteratura.
Hop-frog è il nano di corte di un re particolarmente avvezzo agli scherzi. Alla corte c’è anche una nana, Trippetta, che il re, ubriaco, umilia buttandole addosso una coppa di vino mentre banchetta coi suoi ministri, dopodiché il sovrano chiede a Hop-Frog come lui ed il suo consiglio dovrebbero travestirsi per impressionare gli invitati alla festa che darà a breve. Il giullare propone loro di travestirsi da oranghi e farsi calare, incatenati tra di loro, dal soffitto. Il re accetta subito questa proposta, e alla festa il pubblico resta visibilmente sorpreso da tale trovata. Ma, anziché farli atterrare atterrare, Hop-Frog lascia re e consiglieri a mezz’aria, dopodiché dà fuoco ai loro costumi, trasformandoli presto in torce umane, e scappa via con Trippetta, mentre gli invitati restano inorriditi a guardare il macabro spettacolo. Questo racconto risale al 1849, pochi mesi prima della morte di Poe, quando era ormai in preda all’alienazione da alcolici e oppio.

Attraverso questo grafico quindi possiamo intuire che il lessico di Poe è in realtà variegato e molto curato. Ciò traspare anche dalla sua saggistica letteraria, dove si afferma l’idea che lo scrittore deve calcolare accuratamente ogni sentimento e ogni idea, e che un lavoro di qualità deve essere breve e concentrato ad ottenere uno specifico effetto.

Sentiment Analysis

Secondo la critica letteraria, i temi più ricorrenti all’interno delle storie di Poe hanno sempre connotazioni tragiche: troviamo infatti il contrasto tra la razionalità e la pazzia (Auguste Dupin, in The Murders of the Rue Morgue, riesce a risolvere i casi di omicidi più disparati mettendo da parte le proprie emozioni e calandosi nei panni dell’assassino), le tendenze ossessive dei personaggi, che sono spesso nervosi, afflitti dalle fissazioni più disparate, che li portano alla rovina (in The Oval Portrait, ad esempio, il protagonista è un pittore talmente preso dal suo dipinto che trascura sua moglie fino a causarne la morte).
E proprio il rapporto con la morte è un’altra delle tematiche maggiormente importanti per Poe. I suoi personaggi ne sono spesso ossessionati, e quando per paura di essa cercano di evitarla a tutti i costi, ne rimangono inevitabilmente invischiati, come in The Masque of the Read Death, dove il Principe Prospero ed i suoi cortigiani cercano di segregarsi e barricarsi per sfuggire alla piaga della Morte Rossa, però la pestilenza si diffonde inevitabilmente e li stermina senza scampo.
Infine non bisogna dimenticare il connubio, quasi onnipresente nel Poe-scrittore ma anche nella persona, tra odio e amore: la sua vita fu costellata di disgrazie, a partire da quando venne abbandonato dal padre e rimase orfano di madre poco tempo dopo, fino alla morte della moglie, vittima della tubercolosi nel 1847, che ne causò il tracollo della salute psicofisica e che lo porterà alla morte due anni più tardi. In The Tell-Tale Heart, l’anonimo narratore racconta la lucida pianificazione e l’esecuzione dell’efferato omicidio di un vecchio con “l’occhio di Vulture”, lasciando tuttavia l’uditore completamente all’oscuro riguardo alla motivazione del delitto, anzi ripetendo diverse volte di amare il vecchio.
Avendo chiaro quali sono le tematiche principali della prosa di Poe, possiamo cercare il sentimento prevalente in ciascun racconto e confrontarlo con il genere letterario al quale appartiene.

Il sentimento prevalente di molte storie combacia con il genere letterario, infatti molti dei racconti horror sono caratterizzati dalla preponderanza della paura o della tristezza. Tuttavia ci sono casi che danno risultati inaspettati, anche se con una percentuale mediamente più bassa; ad esempio, in The Assignation, 1834, classificato come horror, prevale la gioia, ed in William Wilson, 1839, e Hop-Frog, 1849, la fiducia.

Analisi su una Selezione di Storie

A questo punto, selezionata una serie di racconti che secondo diverse fonti della critica letteraria risultano particolarmente significative, possiamo analizzarle più da vicino.

Cominciamo cercando i 5 bigrammi più frequenti in ciascuno dei racconti selezionati.


Da questi grafici possiamo effettivamente ricavare alcune informazioni centrali rispetto a ciascun racconto:


In quasi tutti i casi vediamo, quindi, che l’analisi dei bigrammi principali costituisce una piccola mappa concettuale degli avvenimenti di ciascun racconto

Costruendo la matrice con gli indici di correlazione di Pearson relativi ad ogni coppia di storie, notiamo che la maggior parte delle coppie mostrano una correlazione positiva debole; solo in un caso, tra William Wilson e The Murders of the Rue Morgue, si raggiunge lo 0,6.

Curiosamente, si tratta di William Wilson e The Murders in the Rue Morgue, due racconti molto diversi tra loro, essendo uno un racconto dell’orrore incentrato sulla doppia personalità del protagonista, e uno un racconto giallo.
Possiamo provare a mettere a confronto le frequenze delle parole. La maggior parte dei termini con frequenze simili nei due racconti è composta da avverbi e alcuni verbi come “discovered”, “left”, “felt” e “thrown”. Una particolare interessante è la posizione di “mind” al centro del grafo, con frequenze pressocché identiche per entrambi, come a rimarcare l’importanza della mente, del contrasto tra razionalità è irrazionalità, che dopotutto ritroviamo nelle due storie: In The Murders in the Rue Morgue è la prima che guida il processo mentale di Dupin e lo porta a risolvere il delitto, mentre in William Wilson è la parte irrazionale del protagonista che lo porta a uccidere la sua stessa coscienza.

A questo punto può risultare interessante cercare la parola più presente all’interno del sentimento prevalente in queste storie. Il risultato sono parole che rimandano ad aspetti determinanti nella trama, come la bestia che il protagonista di The Black Cat vede nel felino e che lo porta alla rovina, il battere del cuore del vecchio, o la scuola in cui William incontra il suo sosia/coscienza, l’atto di scoprire, trovare di Auguste Dupin, tipico dell’investigatore, o il bel bambino della Marchesa che cade nel Canale, ma che richiama anche la bellezza delle scene evocate da Poe nella Venezia di The Assignation.
Il fatto che il sentimento prevalente in certi casi non combacino con il genere indica che non tutti i racconti di Poe sono permeati da atmosfere inequivocabilmente cupe e macabre, ma talvolta l’orrore si consuma in contesti che sembrerebbero troppo lontani per esserne toccati, e quest’abilità dello scrittore statiunitense provoca un ulteriore effetto-sorpresa in chi sta leggendo.

## # A tibble: 8 x 5
## # Groups:   name [8]
##   name                       classification   sentiment word     sentiment_ratio
##   <chr>                      <chr>            <chr>     <chr>              <dbl>
## 1 THE BLACK CAT              Horror           fear      beast             0.102 
## 2 THE TELL-TALE HEART        Horror           fear      beating           0.0812
## 3 THOU ART THE MAN           Detective ficti~ trust     good              0.0732
## 4 WILLIAM WILSON             Horror           trust     school            0.0667
## 5 THE MASQUE OF THE RED DEA~ Horror           fear      death             0.0648
## 6 THE MURDERS IN THE RUE MO~ Detective ficti~ trust     found             0.0610
## 7 HOP-FROG                   Horror           trust     fact              0.0509
## 8 THE ASSIGNATION            Horror           joy       beautif~          0.0503

Topic Modelling

Utilizzando il modello di allocazione Latent Dirichlet per il topic modelling, modello che vede ogni documento come insieme di topic e ogni topic come insieme di parole (il che rende maggiormente l’uso naturale del linguaggio, in cui i contenuti possono sovrapporsi in documenti diversi, anziché essere trattati come gruppi isolati), possiamo cercare di suddividere i contenuti di tutte le storie in due topic principali. In particolare cerchiamo il divario maggiore tra le beta (ovvero tra le probabilità di topic per parola) dei due topic, mediante il logaritmo in base 2 del rapporto tra la beta del primo e del secondo topic; maggiore è la beta del secondo topic, più il logaritmo del rapporto tenderà ad un numero positivo, viceversa il crescere della beta del primo topic risulterà in un numero negativo.

Mentre il secondo topic richiama maggiormente alle atmosfere cupe, agli omicidi, alla morte, il primo contiene parole più neutre. Un particolare interessante sta nel contrasto tra le due parole agli antipodi del grafico: il cadavere, lo stato in cui finiscono per ritrovarsi diversi personaggi, ed il palloncino, oggetto che fa tanto divertire i bambini.

Conclusione

L’impatto di Edgar Allan Poe sulla Storia della letteratura, ma anche sulla cultura popolare, è ancora oggi tra i più significativi degli ultimi secoli. Il suo contributo a generi quali le storie dell’orrore e i gialli, è enorme, e senza di esso tali generi, che oggi il pubblico ama tanto non solo in forma di libri, ma anche di film e di videogiochi, sarebbero probabilmente assai diversi, ma anche meno considerati.
Grazie a questo lavoro di analisi automatizzata del linguaggio abbiamo ottenuto importanti indicazioni sulla scrittura di Poe, capace di provocare l’orrore, talvolta persino il disagio, con poche, mirate espressioni, ed una grande cura del dettaglio per colpire il lettore quando meno se lo aspetta.